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Dopo il maestrale

Il Maestrale. Che dire del nostro vento dominante. Un vento spesso impetuoso, un vento che tuttavia ci rintempra durante le estati afose, un vento che ci porta le perturbazioni atlantiche e la tanta agognata pioggia. Un vento che ci concede la vita.

Oggi finalmente è arrivata la prima vera pioggia autunnale, le temperature si sono abbassate repentinamente, finalmente la campagna e tutti i suoi abitanti possono tirare un sospiro di sollievo.

Eppure, dal mese di Agosto, questo Maestrale si è presentato ciclicamente in maniera impetuosa, con raffiche capaci di schiantare anche alberi all'apparenza robusti, ma riarsi da una siccità troppo lunga. Alberi strozzati, sfibrati, sfrondati e poi schiantati a terra e li lasciati a che la natura facesse il suo corso.

Allo stesso modo, a circa 18 mesi dalla piantumazione, una maestralata di inizio settembre ha sballottato le piantine d'olivo e le canne che facevano da tutore, spezzandone ben oltre una sessantina.

Poco male, era tempo d'intervenire, un'opera già cominciata a fine agosto, la mondatura delle piantine era già in atto, è stata l'occasione per operare in maniera sistematica. Un paziente lavoro di spollonatura dai germogli di olivastro, la definizione del fusto con eliminazione di eventuali germogli basali, una zappettatura per eliminare le prime infestanti nate a seguito delle prime pioggie settembrine, ma sopratutto, la definizione dell'impalcatura produttiva, sia sulla cultivar Bosana da allevare a vaso policonico, sia sulla cultivar Tonda di Villacidro da allevare a monocono come barriera frangivento.

L'allevamento a monocono è probabilmente una delle tecniche più problematiche per la crescita delle piantine di olivo, in effetti bisogna conoscere abbastanza bene la fisiologia dell'olivo e avere nozioni di geometria. Infatti è necessario strutturare la pianta su un asse principale, per permettere una piùrapida crescita in altezza, e corredare questo asse con delle sottobranche produttive disposte secondo un ordine geometrico a spirale che si sviluppa su vari livelli d'altezza e senza contrapposizioni di rami sullo stesso nodo e avendo cura di alternare i rametti sulla base dei punti cardinali.

L'allevamento a vaso policonico, scelto per l'allevamento della cultivar principale, richiede attenzioni meno stringenti, tuttavia anche con questa tecnica di allevamento non è possibile lasciare nulla al caso, anche perché le leggerezze eventualmente commesse in questa fase si dovranno scontare nel lungo periodo di produzione. La prima scelta da effettuare riguarda la tecnica che si vorrà adoperare per la raccolta, ovvero se manuale, agevolata o meccanica. Con un impianto di oltre 300 piante, la scelta è pressoché obbligata, raccolta agevolata e a seguire negli anni, meccanica.

A questo proposito poi si può procedere con le scelte di tipo strutturale. Innanzitutto l'altezza dell'impalcatura, essa non deve essere inferiore ai 100 cm, e non superiore ai 150 cm. Un'altezza ottimale è compresa tra i 100 e i 120 cm, al fine di permettere una presa salda al fusto da parte della scuotitrice meccanica e al tempo stesso, una maggiore altezza della parete produttiva organizzata sulle branche principali.

A seguire occorre definire le branche principali, in numero non superiore a 4 (una per punto cardinale), anche se in condizioni ottimali, la definizione di tre uniche branche è consigliabile per una migliore gestione degli spazi. L'inclinazione delle branche dovrà seguire un angolo non inferiore ai 45°, meglio se prossimo ai 60°. Ciò permetterà di avere una chioma più contenuta, una maggiore resistenza alle forze dovute al carico di olive e alle raffiche del vento, una migliore trasmissione delle vibrazioni alle sottobranche nel caso della raccolta con scuotitrice meccanica.

Altra particolarità cui fare molta attenzione è l'inserzione delle branche principali sul fusto, si deve sempre evitare che due branche principali s'inseriscano nel fusto sullo stesso nodo, questo perché si verrebbe a creare una competizione e quindi una divisione dicotomica, foriera di scosciature in caso di forti sollcitazioni meccaniche. Infine, ultima specifica, ma non meno importante, riguarda l'ordine d'inserimento delle branche principali, queste vanno allevate tenendo conto del loro punto d'inserzione sul fusto e del loro orientamento, ovvero, occorrerà aver cura di selezionare alla base dell'impalcatura la branca che dovrà fronteggiare il vento dominante (Maestrale) e a seguire le altre due produttive, una a mezzogiorno e l'altra a oriente al fine di garantire la massima insolazione alle branche, sopratutto una volta avvenuta l'allegagione dei frutticini, e sopratutto per non contrastare direttamente i venti di scirocco e libeccio che spesso e volentieri soffiano impetuosi in estate e causano la rottura dei rami carichi di olive.
Questo, in conclusione, il lavoro svolto durante lo scorso mese di settembre, adesso è tempo di lasciar le piantine godere di temperature più fresche e di precipitazioni congrue alla stagione. Se ne riparlerà a primavera, Maestrale permettendo.

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